22 juin 2018

SoWhat – 22/06/2018

Attraverso territori ignoti immersi nella luce nascente dell’est. È un navigare su un insolito mare fatto di “suoni strani” (in dialetto ungherese Zura Zaj) ciò che unisce da oltre un decennio tre musicisti incontratisi in un’orchestra universitaria, tre artisti che durante questo lungo arco di tempo hanno continuato a cercare una completa sintonia giungendo adesso ad una prima pubblicazione che ne raccoglie il materiale lentamente prodotto.

Non stupisce che da tali premesse emerga un itinerario vividamente immaginifico tra paesaggi sensoriali profondamente dinamici costruiti intrecciando abilmente le enfatiche tessiture del violino di Lieze Van Herzeele, la progressione ritmica del picking di Gowaart Van Den Bossche (di cui ben conosciamo il lavoro solista a firma Yadayn) e le evocative scie del corno francese di Jonathan Baltussen. Un connubio profondo capace di dar vita a ricercati intrecci armonici giocati sulla costante ricerca del perfetto equilibrio tra le componenti indissolubilmente fuse in un magma acustico che accoglie istanze di differente provenienza.

Ne scaturisce un affascinante flusso ricco di rimandi e suggestioni che costantemente si muove tra sprazzi di tormentata passionalità (“Exhale”, “Acres”), torrenziali trame vagamente permeate di epicità (“Landfall”, “Nigh”) e placide derive contemplative (“Still”, “Alight”).

Per chi ama trovare il conforto dell’inconsueto.

 


https://sowhatmusica.wordpress.com/2018/06/22/zura-zaj-small-obstacles/

Mot clé :